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Prostituzione: ombrelli rossi contro il ddl Carfagna. Praitano cita S.Paolo: "Il peccato è l'ipocrisia"

Vincenzo Branà avatar Domenica 14 Dicembre 2008, 23:19 in Attualità di Vincenzo Branà

"Adeschiamo i diritti" è il titolo della manifestazione che sabato pomeriggio ha portato in piazza Farnese a Roma, sotto una pioggia battente, prostitute da tutta Italia, assieme alle associazioni "amiche" che con loro hanno promesso battaglia al ddl Carfagna/Alfano/Maroni. Perchè, recitava lo striscione appeso al camion, "Ci riguarda tutte"

piazza farneseUna manifestazione densa:di contenuti e di considerazioni che è opportuno fare. E le faremo. Ma non basterà un post, ce ne vorranno parecchi. Li intercalerò a molti altri temi, ma non mi tirerò indietro dal raccontarvi tutto.

Intanto un applauso, il più doveroso: alle tante transessuali che sabato sono scese in piazza a metterci la faccia. Applauso a loro e a tutti gli altri, ovviamente. Ma soprattutto a loro. Perchè, lo ha ricordato Porpora Marcasciano del Mit, l'Italia si è appesa al petto la medaglia del triste primato degli omicidi e delle aggressione nei confronti di transessuali. Qui se ne uccidono più che altrove. E l'Italia è anche un paese in cui se sei una trans puoi solo prostituirti, perchè nessuno ti darà mai un lavoro. Certo ci sono anche in questo caso le eccezioni, alcune perfino "sotto i riflettori" come Vladimir Luxuria. Ma sono troppo poche, innanzitutto. E poi, la stessa Vladimir l'ha confessato, rappresentano solo un esserne uscite, non un non esserne mai entrate. Insomma le tante trans che sabato erano in piazza Farnese hanno dato a tutti una grande lezione di civismo: "Non abbiamo più niente da perdere" ha detto Porpora Marcasciano. E sicuramente ha ragione. Ma hanno soprattutto tanto orgoglio, "favolosità" la chiama Porpora. Tenacia, determinazione, forza, coraggio. Grande dignità.

Come primo contributo vi posto - dopo il "salto" - un intervento dal palco della manifestazione: quello di Rossana Praitano, Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale "Mario Mieli" di Roma che ha aderito alla manifestazione. 

Un'analisi molto dura la sua. Del disegno di legge, innanzitutto: lo definisce "immorale" sottolineando ad esempio il modo in cui prevede di trattare i minori irregolari, con l'espulsione immediata. Facendoli tornare nelle situazioni dalla quali erano fuggiti, dalle difficoltà e dai pericoli, e avviandoli perciò verso lo stesso destino di sfruttamento e criminalità. Rossana Praitano ha guardato anche alla piazza, piena di ombrellini rossi, ma senza politici. C'erano solo Concia, Rovasio e Agnoletto. "Queste manifestazioni che dovrebbero toccare l'anima più profonda dei partiti - ha detto - li trovano invece sempre più assenti".

Infine ha citato San Paolo. "Nemico" dell'omosessualità, certo. Ma innanzitutto dell'ipocrisia. "Di questo peccato - ha concluso - non si parla mai"

 

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2 commenti
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17 Dic 2008
alle 04:41

Vincenzo

Giusto. Contributo molto prezioso, grazie NoirPink

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15 Dic 2008
alle 11:11

NoirPink - modello PANDEMONIUM

Sono poche, pochissime. E spesso hanno grosse difficoltà. Ma esistono (iniziano ad esistere): sono le ragazze trans che vanno in università, che lavorano ai call center, negli uffici, persino (??) nelle scuole.

Non sono né migliori né peggiori delle ragazze trans che lavorano come prostitute. E non sono moltissime. Ma sono la prova che la prostituzione non è sempre (comincia a non essere sempre) la strada obbligata per le ragazze trans.

Iniziamo a mettere in evidenza anche questi casi (non saranno donne in carriera o parlamentari, però...). Perché se la cultura comune vuole la trans sempre prostituta, è anche vero che troppo spesso accettiamo la cultura comune come dato di fatto. Si sono convinte le trans che possono fare solo le prostitute, si è fatto loro il lavaggio del cervello, le si è convinte che in un ufficio o in un ristorante non le assumeranno mai e che quindi è sempre del tutto inutile provare altre strade, se lo desiderano.

Forse anche questo smontare quella che ci sembra un'evidenza inoppugnabile può essere utile. Forse iniziare a fare rete, a pubblicizzare situazioni trans-friendly, a creare situazioni trans-friendly potrebbe essere utile.

Senza cadere, ovviamente, nella demonizzazione del mestiere della prostituta. Mestiere che è del tutto dignitoso quando fatto perché si desidera farlo.

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