blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Sex workers dalla parte di Preziosa: "Obiezione di coscienza al pacchetto sicurezza"

Vincenzo Branà avatar Mercoledì 17 Dicembre 2008, 02:13 in Storie di Vincenzo Branà

piazza FarnesePioveva in piazza Farnese a Roma mentre il movimento delle lavoratrici del sesso protestava, sabato scorso. La sera è arrivata presto, e altrettanto velocemente, dopo i primi concitati e incuriositi flash, si è dileguata la stampa. Era già buio, pioveva e non c'erano media, insomma, quando dal palco una portavoce delle comunità di accoglienza ha raccontato la storia di Preziosa e del suo atroce pestaggio al Cpt di via Corelli, a Milano. Ho fatto un po' di ricerche: di fonti che raccontano questa storia sul web ce ne sono, anche la stampa ne ha parlato. Ma la maggioranza delle ricostruzioni sorvola sui particolari agghiaccianti di quel pestaggio, quelli raccontati dal palco di piazza Farnese e dei quali ho trovato preciso riscontro in alcuni documenti sul web. Interpolando le varie testimonianze cerco di raccontarvi questa storia, attraverso i link potrete accedere alle fonti che ho consultato e approfondire ulteriormente questo racconto. Che in piazza, sabato scorso, ha stimolato il lancio dal palco di una proposta: "Facciamo obiezione di coscienza al decreto sicurezza: accogliamo i clandestini nelle nostre case". "Stanno trasformando la solidarietà in un reato" è stato detto ancora in quella piazza. E in effetti le associazioni che offrono aiuto alle irregolari come Preziosa rischiano, secondo le norme vigenti, l'accusa di favoreggiamento.

Dopo il salto, il racconto.

 

 

cptPreziosa è una trans brasiliana di 29 anni arrivata nel nostro paese circa un anno e mezzo fa. Faceva la vita per strada, le serviva per la famiglia che ancora vive in Brasile e per le sue operazioni. Era una sua scelta, fatta in autonomia - ma comunque per necessità - già molti anni prima nel suo paese. Le dava da vivere, certo, ma naturalmente non le era sufficiente ad ottenere un permesso di soggiorno. Per questo l'11  luglio scorso, a seguito di un'operazione delle forze dell'ordine tra le "lucciole" nelle strade, è stata condotta nel Cpt di via Corelli a Milano: lì sei poliziotti l'hanno selvaggiamente picchiata. Con violenza, colpendo i "punti giusti": alle gambe soprattutto, dove c'è il silicone che si gonfia e  blocca il sangue provocando un dolore pazzesco. A scatenare l'ira dei militari, racconta l'Ansa, sarebbe stata l'iniziativa che Preziosa aveva preso aprendo una finestra. Senza chiedere il permesso. Il racconto di un'altra transessuale, che con Preziosa si trovava in fila all'infermeria del Cpt quella notte per la terapia di rito, va molto più nel dettaglio. Parla di una tensione partita da una telefonata, autorizzata dalla Croce Rossa ma che parecchio aveva innervosito uno dei poliziotti. Poi Preziosa ha aperto la finestra e la situazione è precipitata: "siediti negro schifoso che il tuo colore mi fa schifo" le ha urlato il poliziotto, sputandole in faccia. Lei ha reso la sgarbo e in sei l'hanno chiusa dentro uno stanzino, l'unico senza telecamere. Quando quella porta si è riaperta, racconta una compagna, Preziosa era riversa su un letto e aveva la bocca sporca di sangue. Subito è stato chiesto l'intervento della Croce Rossa, attiva lì vicino in infermeria. La quale, però, sembra non ne abbia voluto sapere: "mi hanno detto che non aveva nulla - racconta la trans che era con lei -  cpte che era colpa sua perché aveva reagito contro un poliziotto". Preziosa - si legge nella querela a cui si giunge alla fine di questa storia - viene riportatata in reparto dalla stessa Croce Rossa senza ricevere soccorso. Solo la protesta delle compagne del Cpt (che appiccano fuoco alle lenzuola) fa sì che sia riportata nuovamente in infermeria: in sedie a rotelle, perchè le gambe hanno preso a gonfiarsi. Antidolorifici, solo quello le danno; e quello continueranno a darle in quell'infermeria - mentre ha febbre alta e perde sangue dalla bocca - finchè le detenute non riescono ad ottenere un'ambulanza: alle 3.30 del mattino, circa quattro ore dopo il pestaggio. Al pronto soccorso l'accompagnano 3 poliziotti: nel verbale emesso al presidio vengono omesse le cause delle ferite. Ma soprattutto, nonostante le richieste, i medici le referteranno solo le lesioni agli arti superiori, al collo, al viso. Le gambe non verranno nemmeno visitate. Prognosi: 8 giorni. E si ritorna al Cpt.

 Il giorno seguente Preziosa e la sua compagna - quella che da vicino ha assistito alla vicenda - vengono convocate nell'ufficio immigrazione del Cpt dove un ispettore, già incontrato la sera prima, porge loro goffe scuse e le "omaggia" della libertà. Ma a patto che entro cinque giorni lascino il paese, portando via con sé quella scomoda vicenda. Preziosa, appena fuori, torna al pronto soccorso: vengono riscontrati evidenti problemi a carico degli arti inferiori e del tratto cervico dorsale del rachide, e viene certificata una prognosi di ulteriori 25 giorni "salvo complicazioni". Inoltre i medici questa volta specificano la causa, parlando di lesioni compatibili a un pestaggio.

Preziosa a questo punto denuncia quei poliziotti e il personale della Croce Rossa in servizio al Cpt quella sera. Ma la sua Odissea non è ancora finita: perchè lei è un'irregolare in Italia, una "clandestina". Attende un permesso di soggiorno per motivi giudiziari, ne ha diritto perchè ha un procedimento in corso. Ma quel permesso deve essere emesso dalla Questura di Milano, la stessa a cui appartengono i sei poliziotti di quella notte. In quell'attesa - di un permesso e di giustizia - giungiamo fino ad oggi.

NoirPink è uno dei pochi blogger ad aver parlato della vicenda, citando un articolo che vi consiglio di leggere.

0

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento

Seguici

Iscriviti ai nostri feed rss. Leggi in tempo reale tutti i post pubblicati dal blogger!

Post in evidenza su Blogosfere