Il segno uguale se lo giri sembra un muro
"In Italia sono tutti maschi": forte di questa convinzione Benito Mussolini durante il periodo della sua dittatura non formulò, all'interno delle leggi razziali, alcun provvedimento specifico contro gli omosessuali. La questione, per lui, era già liquidata con poche parole, giusto quelle necessarie a tracciare i contorni di quell'ingenuo e laconico pensiero. Che, però, non coincideva del tutto con la realtà: già dal 1928, infatti, in Italia gli omosessuali maschi venivano mandati al confino in piccoli centri o isole, come ad esempio San Domino, uno degli isolotti delle Tremiti. Dal 1938 al 1943, poi, il provvedimento divenne più severo e circa trecento "arrusi" furono allontanati dalle proprie vite senza un processo, sulla base di sospetti e dicerie. Bollati come nemici della patria e destinati, con il ritorno a casa, a un futuro di umiliazione e vergogna. "In Italia sono tutti maschi" è la graphic novel edita da Kappa edizioni e in cui si fondono i testi di Luca de Santis e i disegni di Sara Colaone. Un libro importante, che compie il coraggioso esperimento di affidare alla grammatica del fumetto una pagina ella nostra storia che non è mai stata scritta e che proprio in questi anni, con l'estinguersi di quella generazione, stiamo per perdere definitivamente. Nessun libro di storia racconta cosa successe agli omosessuali italiani durante gli anni del fascismo: scarso è stato l'impulso alla ricerca, da un lato, ma dall'altro era pressochè impossibile raccogliere quelle testimonianze perchè nessuno, tornando a casa da quell'esilio, era disposto a raccontarlo. La stigma sociale del confino aveva già segnato quegli uomini a sufficienza: bisognava dimenticare, e soprattutto far sì che gli altri dimenticassero. Nel 1987 Babilonia pubblicò l'intervista di un omosessuale che aveva subito il confino durante il ventennio. L'intervista portava la firma di Giovanni Dall'Orto, e sul suo sito la trovate tuttora pubblicata integralmente. Da quella testimonianza trae origine il racconto di de Santis, piacevole da scorrere e fedele agli eventi. Ma anche acuto, appassionato e perfino a tratti diverente. E che si intreccia con la narrazione in immagini di Sara Colaone, brava disegnatrice ma soprattutto raffinata interprete di un segreto a lungo taciuto.
"Ci sono storie che vengono raccontate di continuo- scrivono Tommaso Giartosio e Gianfranco Goretti nell'introduzione a "In Italia sono tutti maschi"- , come se fossero predestinate a affollare gli scaffali delle librerie: basta pensar alle saghe dei serial killer. E ce ne sono altre, di storie, che sembrano non dover trovar mai chi le ripeta, o al massimo rimanere consegnate ai sussurri delle biblioteche universitarie. La persecusione degli omosessuali è piena di pagine di quest'ultimo tipo. Soprattutto nel nostro paese, che contro lesbiche e gay ha usato come strumento di repressione la forza bruta, ma molto più spesso, astutamente, il silenzio."
"In Italia sono tutti maschi" sarà presentato venerdì 30 gennaio alle ore 18.30, nella Galleria Mirada di Ravenna. Poi mercoledì 4 febbraio, alle ore 21, nella Libreria Modo Infoshop di Bologna. E infine domenica 15 febbraio dalle ore 17 presso il Circolo Mario Mieli di Roma. Saranno presenti gli autori.
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